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Anti-discriminazione
In Italia milioni di persone sono ancora discriminate per molti motivi: orientamento sessuale, razza, religione, condizioni fisiche e sociali. La discriminazione può assumere diverse forme: insulti, maltrattamenti, negazione dell’accesso ai servizi essenziali, esclusione sociale, violenza. L’articolo 3 della Costituzione afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Con le nostre campagne vogliamo fare in modo che in Italia si superino esclusione e violenza verso tutte le persone che oggi sono discriminate.

 

Anti-discriminazione verso le persone LGBT

CILD si prefigge di superare gli atteggiamenti discriminatori verso le persone LGBT, con l’obiettivo di ottenere parità di diritti civili per legge.

Ecco alcuni degli aspetti più importanti:

  • Modifica della legge n. 203/1995 (cd “Legge Mancino”), al fine di includere esplicitamente nei crimini previsti la violenza e l’incitamento all’odio connessi all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
  • Adozione di misure volte esplicitamente a combattere l’omofobia e la transfobia nelle scuole di tutto il paese.
  • Introduzione di nuovi programmi educativi e il miglioramento di quelle esistenti per il personale della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di garantire conoscenze e competenze sufficienti per lavorare nel pieno rispetto dell’orientamento sessuale, l’identità di genere delle altre persone;
  • Introdurre l’orientamento sessuale e l’identità di genere all’interno delle fasce della società italiana che devono essere rappresentate in modo da garantire il massimo pluralismo nelle radio e nelle televisioni pubbliche.

 

Anti-discriminazione verso le donne

L’obiettivo è di assicurare leggi efficaci per la protezione delle donne vittime di violenza e rafforzare il tema dell’uguaglianza di genere, sia in termini lavorativi che sociali.

  • Rafforzare le misure previste per prevenire e combattere la violenza contro le donne e del sistema in atto per tutelare le vittime di violenza;
  • Stabilire un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani con una sezione dedicata ai diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere;
  • Affrontare il vuoto giuridico in materia di custodia dei figli e includere le pertinenti disposizioni relative alla protezione delle donne vittime di violenza domestica;
  • Assicurare la fornitura di patrocinio legale di qualità per le donne vittime di violenza;
  • Promuovere forme alternative alla detenzione, tra cui gli arresti domiciliari e detenzione in istituti a bassa sicurezza, per le donne con bambini;
  • Attuare le misure previste dalla Costituzione, dalle normative e dalle politiche, per aumentare il numero di donne, comprese quelle provenienti da gruppi emarginati, in campo politico, economico, sociale, culturale e giudiziario;
  • Rimuovere gli ostacoli giuridici che impediscono l’occupazione delle donne;
  • Rafforzare il sistema di welfare sociale rimuovendo gli ostacoli all’integrazione delle donne nel mercato del lavoro.

 

Anti-discriminazione nei confronti di Rom, Sinti e Camminanti

Le nostre attività mirano a cambiare la percezione pubblica e l’atteggiamento dei media, e di rafforzare e rendere maggiormente efficace il quadro anti-discriminazione.

  • Porre fine alla segregazione delle famiglie Rom, Sinti e Camminanti nei “campi autorizzati” in condizioni abitative degradate e assicurarsi che siano dotate di un alloggio adeguato;
  • Cessare immediatamente gli sgomberi forzati che riguardano le comunità presenti in tutta Italia, con l’adozione di un chiaro divieto di sgomberi forzati per mezzo di una legge che esplicitamente enunci le tutele procedurali essenziali derivanti dalle leggi internazionale sui diritti umani;
  • Assumere tutte le misure necessarie per sradicare atteggiamenti “anti-zingari” nel sentire della società e per affrontare efficacemente gli episodi che riguardano discorsi di odio contro le comunità Rom, Sinti e Camminanti rafforzando il mandato dell’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali) e dotandolo di poteri esecutivi.

 

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